Cosa ne penso di Interstellar

di Aldo Gagliano

Ho visto il film Interstellar e anch’io voglio dire la mia.

No, non voglio improvvisarmi critico cinematografico o peggio ancora consulente scientifico: soltanto un parere da pubblico, magari) informato (esagerando) sui fatti.

Cominciamo dalla fine: tranquilli, non vi dico come va a finire, “dalla fine” nel senso del voto finale. Direi tra sette e otto. Ma si, otto e mezzo.

Bisogna partire da una premessa fondamentale: non è un documentario scientifico. E proprio per questo, se non dimentichiamo che stiamo vedendo un film di fantascienza, mi spenderei in un solo aggettivo: strepitoso.

Un film di una correttezza (sino al limite tra Scienza e fantascienza) notevole, almeno per quello che solitamente siamo abituati a vedere, con un filo progressivo che ti inchioda alla poltrona. Riesce a coadiuvare gravità, relatività e quantistica in modo semplice, per un pubblico che non ê in sala per imparare la fisica ma nello stesso tempo non vuole essere preso per deficiente. Un giusto mix anche di sentimentalismo di tipo americano, senza esagerazione, quanto basta per chi non sa far a meno dell’amore in un film.

Simpatico ad esempio l’incontro tra il protagonista e gli insegnanti della propria figlia, con un dibattito stereotipo con quella classe di colletti bianchi impiegati statali che non sanno riconoscere la genialità (della bambina), scambiandola per fantasiosità. Un classico che si ripete all’infinito, da Faraday a Einstein, da Edison a Darwin.

Insomma, se avessi un figlio in età di scuola media o superiore, sarei contento che lo vedesse, se non altro per fargli apprendere semplici concetti di fisica senza bisogno di addormentarsi sui libri (si, diciamolo, alcuni di quelli pessimi scolastici di certi istituti) e divertendosi nello stesso tempo, fermo restando un doveroso seguito di approfondimento. Certo, magari il mio pensiero è lontano da quello di alcuni superscienziati (o che si credono tali) che criticano alcune superficialità della pellicola (si fa per dire, visto che è digitale), quali quelle dell’avvicinamento del lander all’orizzonte degli eventi del buco nero o dello stesso (lander) che viaggia quasi alla velocità della luce; ma sottolineo ancora: ragazzi, è un film di fantascienza! E deve anche vendere al botteghino.

Qualcuno, autoeleggendosi a “tutore della scienza”, ha scritto “diseducativo nei confronti della scienza”, dimenticando forse che si può avvicinare la gente alla scienza anche con l’intrattenimento; sempre meglio di farla allontanare con la perfezione di un convegno adatto solo agli addetti ai lavori. Salvo il fatto che ripeto: E’ FANTASCIENZA, non un trattato di Peter Higgs. Ma si sa, questi signori prendono per imbecilli anche i divulgatori di scienza, ritenendosi solo loro i portatori assoluti di verità scientifica. Cari Piero Angela, Margherita Hack, Piero Bianucci, Carl Sagan, avete sbagliato tutto pensando di divulgare la Scienza in modo semplice e sintetico: é d’obbligo essere noiosi, logorroici e ficcar dentro un po’ di equazioni anche se chi ascolta conosce solo le tabelline; peggio per lui, chi l’ha invitato?

Se poi consideriamo che persino kip Thorne (un colosso mondiale in fisica della gravitazione dei nostri tempi) si è prestato a parte del film, signori “so-tutto-io”, per favore, siate meno lugubri e un po’ più fantasiosi (o la vostra è solo invidia?). E ricordatevi che comunque conosciamo forse a malapena un piccolo 5% del nostro Universo. Avete forse dimenticato quelle nuove teorie rivoluzionarie nate dalla fantasia (e dal coraggio) di qualche fisico visionario del secolo scorso? Se poi è diseducativo sottolineare (in modo pacato, tra le righe) la probabile fine della Terra a causa della stupidità dell’uomo (non capirò mai perché lo hanno chiamato Sapiens), allora signori miei, di cosa stiamo parlando?

Si, lo so, viaggiare nel passato è impossibile per la nostra fisica (non troppo comunque per chi sostiene i multiuniversi), ma come si dice, nelle poesie ad esempio non è stata inventata la “libertà poetica”? E allora, per una volta, siate buoni con la “libertà scientifica”.

Mi sorprendo da solo a scrivere queste parole, visto che la fantascienza non mi è mai piaciuta, ma se d’ora in poi i film di tale genere saranno scritti così, giuro che rivisiterò i miei gusti cinematografici.

Dopo “Contact” credo che Interstellar sia un ottimo prodotto cinematografico, adatto a tutti e con quel tocco artistico che permette a chiunque di togliere o aggiungere qualche “libero” pensiero in quella fantastica cosa che chiamiamo Universo.

E giuro che non ho preso una lira dai produttori del film….