20 marzo 2010, ore 18.32 (17.32 UTC) – E’ avvenuto l’equinozio di Primavera.
Posted on 20. mar, 2010 by Vito La Colla in Astronomia

Nell’istante in cui la Terra, divisa come sempre in due parti, una illuminata e una nell’ombra, avrà il confine fra le due zone che passa dai due Poli, e corre lungo due meridiani, avviene l’equinozio di Primavera.
L’ultima volta che l’equinozio è caduto il 21 marzo è stato nel 2007, e da allora, almeno fino al 2020, cadrà sempre il 20 del mese. Anzi, dopo il 1999, abbiamo avuto solo due anni con l’equinozio il 21 marzo, 2003 e 2007.
Ricordo, anche se è intuitivo, che la Terra non è tutta, continuamente, in uno specifico giorno del calendario. Pertanto, alle 17.32, vi saranno aree del nostro pianeta in cui sarà già il 21 marzo (per esempio il Giappone). In altri casi, quando il momento dell’equinozio avviene, in Europa, verso le cinque del mattino, come accadrà fra due anni, negli Stati Uniti cadrà il 19 marzo sera. Con l’occasione ricordo che, per la Chiesa cattolica, al fine di calcolare la data in cui cade la Pasqua, l’equinozio avviene sempre il 21 marzo. Pertanto Pasqua può cadere dal 22 marzo (l’ultima volta nel 1821!) al 25 aprile (è accaduto nel 1943). L’anno prossimo, eccezionalmente, l’importante festa cristiana avverrà il 24 aprile, una delle rare Pasque in questa data, quasi all’ultimo giorno “utile”.
Al Polo Nord il sole spunta sopra l’orizzonte, dopo sei mesi di notte, e così continuerà ad essere fino al prossimo equinozio, il 23 settembre. Il disco solare, nelle 24 ore, scorre rasente l’orizzonte, pressocchè orizzontalmente; e ogni giorno sale un po’ di più, fino a raggiungere il massimo il giorno del solstizio di giugno.
Bisogna anche riflettere che, a causa della rifrazione atmosferica, noi vediamo il disco solare anche quando, geometricamente, si dovrebbe trovare sotto l’orizzonte. E allora anche oggi il periodo in cui si vede il sole è alquanto maggiore del periodo in cui è sotto l’orizzonte. Con un calcolo non difficilissimo, un giorno precedente ad oggi abbiamo avuto, tenuto conto della rifrazione, esattamente dodici ore di sole sopra, e dodici ore di sole sotto l’orizzonte.
Per ultimo, il calcolo del periodo di luce è sempre determinato dall’intervallo fra due istanti: in ciascuno dei quali il disco del Sole appare tagliato esattamente a metà dalla linea dell’orizzonte.
“Periodo di luce”. Ovviamente non si intende il lasso di tempo in cui abbiamo il panorama illuminato. Questo è notevolmente più lungo e precede l’istante dell’alba, mentre segue il momento del tramonto. Ma si riferisce solo alla possibilità di osservare il sole nel cielo.


