Bambini, provette e cellule staminali…
Posted on 29. ott, 2009 by Aldo Gagliano in Biologia
-Ciao bel bambino, come ti chiami?-
-KY177w-
-Che strano nome; dove abiti?-
-Al centro di sviluppo biomolecolare-
-??… Ma chi sono i tuoi genitori?-
-Due provette-
Non ci sarebbe da stupirsi più di tanto per questa conversazione se la ricerca continuasse la sua strada ottenendo progressi simili. Gli scienziati della Stanford University, in California, hanno dimostrato che è possibile far nascere dei bambini dalle cellule staminali. Ne parla la rivista scientifica Nature. Secondo la ricerca, gli scienziati hanno messo a punto un coktail di sostanze chimiche e vitamine che riesce a interagire con le cellule staminali embrionali, per trasformarle in ovociti e spermatozoi. Gli stessi scienziati contano di ripetere presto l’esperimento con cellule della pelle. Va da sé, a parte l’eccezionalità della scoperta, che si pongono problemi etici non indifferenti. Potremo contare su “eserciti” di nuovi bambini in relazione alle esigenze demografiche? O peggio ancora alla richiesta per email di un bimbo “su misura” per poveri coppie sterili? A parte le battute poco edificanti, la ricerca in laboratorio delle cellule germinali ha la possibilità di rivelare importanti tracce delle cause ancora inesplorate dell’infertilità e della genesi di molti difetti genetici e problemi legati ai cromosomi. “Infatti, nonostante l’infertilità emerga solo dopo la maturità sessuale”, spiega Reijo Pera, tra gli autori della ricerca, “molte forme ancora inesplorate hanno la loro origine in ‘errori’ all’interno delle cellule allo stadio embrionale”. ”Gli spermatozoi così ottenuti”, si legge nella rivista, “hanno la testa e la coda più piccola di quelli ‘naturali’ ma sembrano comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo. Mentre gli ovuli sono in uno stadio non avanzato, ma più sviluppati di quanto sia avvenuto finora ad opera di altri scienziati”. E’ indubbio che la ricerca e la scienza devono andare avanti. Bisogna augurarsi che segua di pari passo l’evoluzione della saggezza degli uomini e dei politici, per far si che le nuove scoperte siano portatrici di benessere e mai di “onnipotenza”.


