Equazione ovvia:arrivo dell’estate=maggiori avvistamenti ufo
Posted on 09. ago, 2010 by Aldo Gagliano in Astronomia, Cronaca e cultura

Come sempre, o almeno da molti anni a questa parte, l’arrivo dell’estate non porta soltanto piacevoli serate all’aperto e cene incantevoli in giardino sotto le stelle; porta anche un maggior numero di “avvistamenti ufo” nella volta celeste tra le centinaia di stelle che il tempo mite ci permette di ammirare. Sono certo che nel 99% dei casi le persone che giurano di aver visto “gli oggetti volanti non identificati” sono in assoluta buonafede. Li hanno visto davvero, e dopo qualche secondo di logica incredulità sarebbero pronti a farsi mozzare una mano pur di convincere amici e conoscenti della loro “scoperta”. Mi da un po’ di fastidio invece vedere come “gli addetti ai lavori”, ovvero alcune associazioni ufologiche, giornalisti e testate in cerca di lettori ed ammennicoli vari, sono pronti a “cavalcare” la notizia senza minimamente occuparsi di verificare o quanto meno cercare di saperne di più. Mi rendo perfettamente conto che per la massa, leggere un articolo che spiega come funziona una stella può interessare molto meno che leggere dell’avvistamento dell’astronave che passeggia sopra le tegole di casa nostra, ma diamine, se provassimo almeno per una volta ad approfondire gli argomenti, a usare il nostro buonsenso e quella poca o molta materia celebrale che 3 milioni di anni di evoluzione ci hanno regalato, sarebbe poi una cattiva cosa?
Bisognerebbe innanzi tutto cominciare (molto umilmente) a pensare che tutto sommato non né sappiamo poi tanto di fenomeni celesti, di tecnologie di ricerca (palloni sonda, centraline meteorologiche sonda, satelliti per telecomunicazioni, ecc.), a meno che non siamo astronomi o fisici o astrofili evoluti. Non sappiamo neanche a volte riconoscere una stella da un pianeta, o dove si trova la stella Polare e sicuramente non abbiamo la più pallida idea dove possa stare la costellazione di Cassiopeia, tanto per citarne una qualsiasi, e vorremmo riconoscere il reattore di un astronave aliena? Non sappiamo neanche lontanamente che cosa significhino le distanze astronomiche, che ci sono stelle distanti da noi oltre 13 miliardi di anni luce, che per raggiungere la Galassia Andromeda, la nostra “vicina di casa” occorrerebbe viaggiare per due milioni e quattrocentomila anni ad una media costante di 300.000 kilometri al secondo (cosa comunque impossibile per la nostra fisica), e parlo ovviamente della “sola andata”, ed eccoci pronti a disquisire sugli alieni che vengono a trovarci senza poi minimamente farsi vivi o buttare un saluto magari per educazione?
Per meglio chiarire la mia idea, voglio soltanto “dichiarare” (per quel che possa comunque valere) che personalmente credo con molta convinzione che nell’Universo la vita non sia un’esclusiva dal nostro pianeta. Penso pure che sia del tutto stupido, conoscendo un po’ la caparbietà della vita a nascere dove ve ne sia una seppur minima possibilità, pensare che questo (o questi) Cosmo possa essere esclusivamente un “palazzo” con un solo “condomino” (l’uomo o la vita molecolare in genere), a parte religioni, credenze, esseri Divini ecc.
Oltretutto non ci sarebbe nessun logico e sensato motivo (la vita che conosciamo in genere è logica e sensata) per giustificare un solo pianeta vivo ed abitato in un Universo contenente probabilmente 200 o 300 o 400 miliardi di Galassie le cui a loro volta contengono ciascuna da 100 a 1000 miliardi di stelle e sinceramente non ho la più pallida idea di quanti pianeti. Quando mi pongono (e lo fanno sempre!) la solita domanda: “Secondo te siamo soli nell’Universo?” rispondo sempre: “Sono assolutamente certo che non siamo soli ed assolutamente certo che comunque non lo sapremo mai”. Questo per me è un fatto e punto. Ma da questo fatto, parlare di astronavi con le loro belle luci colorate provenienti da misteriosi pianeti che dopo una svolazzata sulla nostra testa girano il timone e da Palermo fanno un salto a Catania e poi, perché no, anche a Messina, bè scusate ma mi sembra proprio stupido ed infantile (oltre che inutilmente costoso). Certo, mi si potrebbe dire: “ma che ne sai tu della tecnologia degli alieni? Potrebbero anche viaggiare dieci volte più veloci della luce e quindi le distanze essere molto più abbordabili, no?”. Giusto, che ne so io? Peccato che se però parliamo della nostra fisica, 300.000 km al secondo sono un limite non superabile, se non altro perché (sempre per la nostra fisica) per accelerare un corpo (o un’astronave) di un solo millesimo di km in più oltre questo limite occorrerebbe una energia infinita perchè la massa di quel corpo (o dell’astronave) sarebbe a sua volta diventata infinita (e pensare che tutte le belle signore cercano di dimagrire!).
Non vorrei sembrare polemico o scortese, ma mi piacerebbe chiedere ad uno di quei signori (parlo degli addetti ai lavori, non dei normali passanti avvistatori) come mai da ben cinquant’anni si parla di queste cose e non esiste in tutto il pianeta una sola prova “provata”? Siamo tutti dei cospiratori che non vogliono far conoscere la verità aliena? E poi, mi chiedo molto ingenuamente, com’è possibile che siamo riusciti (gli scienziati, naturalmente) a scoprire magari cosa avevano mangiato trentamila anni fa degli ominidi preistorici a cena, o gli attrezzi usati dagli uomini delle caverne per cacciare o disegni tracciati nelle grotte quando l’uomo probabilmente ancora non stava eretto e non troviamo una sola – dico una sola – traccia, idea, indizio di questi alieni nel passato e nel presente?
Un evento del genere non avrebbe dovuto sconvolgere totalmente il pensiero, le abitudini, lo stesso cervello dell’uomo? Le trasmissioni “spazzatura” continuano ad imbottirci il cervello di Piramidi progettate e costruite dagli extraterrestri, di civiltà colonizzate interamente da “uomini venuti dal cielo” e questi signori (gli uomini venuti dal cielo) non si sono degnati –con tutta la civiltà e la tecnologia che avevano – di lasciarci uno straccio di prova, un disegno, uno schifo di saluto? Dopo tanta ospitalità terrestre? Davvero maleducati allora, questi alieni.
Insomma, mi rivolgo al lettore attento e consapevole: “Apri gli occhi e non bere tutto quello che cercano di propinarti; anche se la fonte è “prestigiosa””. Vi ricordate ad esempio l’Ufo cinese dello scorso 8 luglio? Telegiornali, testate importanti, video “prova”, persino le autorità cinesi che chiudono alcuni aeroporti: dopo il frastuono mediatico finalmente alcuni “Ufologi seri” dimostrano (con prove certe) che si trattava della scia di carburante nebulizzato lasciata da un missile diretto verso lo spazio e illuminata spettacolarmente dal sole dopo il tramonto. In questo caso il missile è stato identificato come un lanciatore Soyuz-U che trasportava un veicolo automatico Progress M-06M diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale (i dettagli e le immagini del lancio sono su Nasaspaceflight.com).
Naturalmente bombardamento di notizie per l’avvistamento, silenzio assoluto per la spiegazione della causa.
Avete presente le immagini solite che vorrebbero “provare” l’astronave che svolazza sulle nostre teste? Sempre immagini sgranate, poco chiare o troppo chiare, molto incerte. Solo un caso? Solo dilettanti che scattano il click con il telefonino? Potrebbe essere. Come mai però ci sono da almeno un ventennio milioni di telecamere professionali che scrutano tutto e tutti, che vedono se ci infiliamo le dita nel naso, per non parlare delle decine di telescopi professionali che scrutano tutta la volta celeste in tutto il mondo alla ricerca di comete o asteroidi troppo invadenti per il nostro pianeta. Sono tutti posizionati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato? E i “milioni” di telescopi e binocoli amatoriali, gli astrofili di tutto il mondo che appena c’è un centimetro quadrato di cielo disponibile sono lì con decine di chili di strumenti al seguito?

Ve lo ricordate il telescopio spaziale Hubble? Dall’aprile del 1990 ha fotografato di tutto e di più; galassie, supernove, pianeti extrasolari, ammassi e comete; poverino, non ha trovato il tempo di scattare un’istantanea nemmeno ad un pezzettino di carlinga di astronave aliena. O forse le foto ci sono ma gli States sono troppo preoccupati della nostra reazione ad una scoperta del genere?
Per non parlare della sorveglianza militare di tutte le nazioni della Terra, con radar e strumenti capaci di controllare la marca dei biscotti con cui fate colazione la mattina (se la fate in giardino!). Non parliamo poi di tutti i voli di tutti gli aerei di tutto il mondo: migliaia di apparecchi che fanno su e giù nel cielo di giorno e di notte: sono tutti ciechi? Un colossale “occhio” mondiale, professionale e di alta qualità, da decenni in funzione e non si è riusciti a “pizzicare” una sola navetta marziana che passeggia per i nostri cieli o uno straccio di fotografia “decente” che dica: “Ecco, questa è un’astronave!”. Allora questa sì che è sfiga.
So bene che l’uomo, in quanto tale, ha disperatamente bisogno di certezze, di risposte a quesiti molto più grandi della sua stessa intelligenza e cultura; sono perfettamente d’accordo per la continuità di questa ricerca che non si fonda soltanto sulla scienza ma tocca tutti gli ambiti della ragione stessa, dalla filosofia alla stessa religione, e sono del tutto contento che esistano gruppi ed associazioni che si occupino della questione. Mi piacerebbe soltanto che alcuni di questi gruppi si comportino in modo corretto (come per fortuna molti di essi) ovvero “studiando” ed “approfondendo” il cosiddetto “UFO”, cioè “Oggetto non identificato”; cercando di spiegare senza eclatanti affermazioni non dimostrabili la natura dell’oggetto stesso e non riuscendoci fermandosi alla semplice ed elementare dichiarazione “non sappiamo cosa sia. Punto e basta.”, senza lasciar intravedere agli sprovveduti (purtroppo in continuo aumento, alimentati anche dai media scorretti) l’esistenza certa dell’alieno in visita di cortesia al pianeta Terra. Poi siccome nulla è certo, se qualcuno mi presenterà un extraterrestre e potrò magari scambiare anche due “emissioni di pensiero” con lui (non sappiamo se anche loro scambiano “due chiacchiere”) sono pure pronto a mangiarmi questi fogli con cui ho scritto questo articolo. Parola di Terrestre.


