Il Buco nero “in tempo reale”
Posted on 15. nov, 2010 by Aldo Gagliano in Astronomia, astrofisica, eventi
immagine: (c) X-ray: NASA/CXC/SAO/D.Patnaude et al, Optical: ESO/VLT, Infrared: NASA/JPL/Caltech
Oggi, 15 novembre 2010, l’agenzia spaziale Nasa ha indetto una conferenza stampa internazionale per le 12,30 (ora locale) spostata poi improvvisamente per le 18,30. Il motivo di tale inusuale notizia è rimasto sconosciuto per tutto il giorno generando non poca curiosità ed attesa anche ai non addetti ai lavori. Finalmente stasera (ore 20,15) si è potuto conoscere il tema delle rivelazioni che gli scienziati hanno divulgato e, anche se i più fantasiosi già pensavano ad incontri ravvicinati del quarto tipo, la scoperta annunciata non è da poco. Riportiamo l’agenzia in modo testuale (AGI Italia):
“Gli astronomi di Harvard hanno scoperto un buco nero con un’età relativa di 30 anni, il più giovane dell’universo. L’oggetto celeste è stato individuato a 50 milioni di anni luce dalla Terra nell’Ammasso della Vergine grazie al telescopio spaziale a raggi X “Chandra”. La scoperta dovrebbe svelare i meccanismi di formazione dei buchi neri.
Secondo quanto si legge in un comunicato della Nasa, l’oggetto costituisce quanto rimane della supernova SN1979C (causata dal collasso di una stella che aveva 20 volte la massa del Sole) esplosa 50 milioni di anni fa”.
In realtà la notizia è sensazionale per un altro motivo, ma non viene riportata correttamente dalle agenzie italiane (solo la Reuters americana è più precisa): si tratta infatti, a parte la scoperta, di assistere “in questo momento” alla FORMAZIONE di un buco nero, per la prima volta nella storia dell’uomo. Questo permetterà agli scienziati di poter capire effettivamente come e perché si forma un oggetto così estremo nel nostro universo, con ripercussioni sulle conoscenze scientifiche di altissimo valore culturale. Il sito “Chandra-Harvad” (http://chandra.harvard.edu/) contiene informazioni più aggiornate ma attualmente (ore 21) non è visionabile a causa del “crash” del server dovuto ai troppi accessi contemporanei. Ci ripromettiamo nei prossimi giorni di fare più chiarezza.



