Il fulmine e la lettura
Posted on 30. ott, 2010 by Aldo Gagliano in Ambiente, Cronaca e cultura

Morire per colpa di un fulmine: difficile, improbabile, ma può capitare. E’ proprio quello che è successo al pensionato di Raffadali trovato morto pochi giorni fa sul marciapiedi della sua città.
Sfortuna? Forse questo è uno dei pochissimi casi in cui possiamo tirare in ballo la sorte, il guaio di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Se diamo credito alla statistica, dobbiamo decisamente per una volta chiamare in causa il fato. Qualcuno si è preso la briga di calcolare le possibilità matematiche del succedersi di evento simile: una su 2.300.000. Sicuramente molto rara, soprattutto se consideriamo che esiste una possibilità su 20.000 di morire per una semplice caduta o se pensiamo che la probabilità di passar a miglior vita per colpa di un colpo di sole è di una su 950.000; in altre parole, il fulmine non dovrebbe causarci eccessivi stati di ansia.
Un fulmine non e’ altro che un violento “passaggio” di corrente elettrica tra due corpi o materiali che hanno una differenza di potenziale elettrico. Normalmente questa scarica avviene tra una nube e il suolo, ma è altrettanto comune questo contatto tra due nuvole stesse o tra una nuvola ed un aereo, o comunque con un oggetto sospeso in aria o sulla superficie del suolo.
Il fulmine produce un lampo molto intenso e l’espansione del canale ionizzato attraverso il quale il fulmine si scarica produce a sua volta un rumore molto forte, chiamato comunemente tuono. L’intensità elettrica di un fulmine è decisamente altissima; varia tra 10 e 200 kiloAmpere, un valore incredibilmente elevato. Basta pensare che poche centinaia di milliAmpere di corrente elettrica possono causare ad un uomo adulto seri problemi di salute se non addirittura la morte. Le scariche dei fulmini avvengono solitamente in una serie in rapida successione, avvertita in genere dallo spettatore come una singola scarica; tipicamente l’intervallo di tempo tra una scarica e l’altra può oscillare tra i 5 e i 500 millisecondi, e la serie nel complesso può durare anche 1 o 2 secondi. Fisicamente il fulmine si può definire come una colonna di gas ionizzato (plasma), la cui lunghezza determina la differenza di potenziale (tensione) stessa, persino misurabile conoscendo l’estensione del fulmine e il potenziale di rottura dielettrica dell’aria (che è di 3000V/mm). Ma non è il valore assoluto della tensione elettrica a causare i danni, bensì l’intensità della corrente elettrica. La corrente elettrica è un flusso di cariche elettriche tra due punti di un corpo conduttore avente un diverso potenziale elettrico. Un conduttore è qualunque materiale attraversato da una corrente elettrica e può avere caratteristiche di buona conduzione (poca resistenza offerta al passaggio di corrente) o cattiva conduzione (alta resistenza al passaggio di corrente). Il plasma del fulmine è un buon conduttore, come potrebbe purtroppo confermare il pensionato di Raffadali se fosse in vita, così come un buon conduttore elettrico è anche il corpo umano.
Probabilmente sono state le lesioni viste sulla scatola cranica dell’uomo ad indurre le forze dell’ordine ad attribuire alla “solita” lupara siciliana la causa di morte della vittima; i militari non sono certamente da biasimare: non capita tutti i giorni di trovare persone “fucilate” da un fulmine.
E’ forse comunque interessante, visto l’argomento, ricordare alcune semplici precauzioni, magari anche banali, ma sempre utili nel caso si ci trovasse in situazioni simili:
Se siamo all’aperto, evitiamo di rifugiarci sotto gli alberi, soprattutto quelli più alti. Teoricamente bisognerebbe evitare il più possibile il contatto con il terreno. Se proprio non possiamo farlo, accovacciamoci il più possibile (minore estensione di massa) avendo cura prima di disfarsi di tutti gli oggetti metallici che abbiamo in tasca. Naturalmente sono da evitare accuratamente i tralicci di alta tensione, torri e campanili.
Anche a casa dobbiamo stare attenti; accertarsi che porte e finestre siano ben chiuse: non è del tutto strano che un fulmine possa entrare a farci visita.
Se siamo sorpresi da un temporale estivo mentre siamo a mare o in piscina, usciamo prontamente dall’acqua ed allontaniamoci il più possibile: l’acqua è un ottima “attrazione” per i fulmini. Paradossalmente il luogo più sicuro in cui possiamo rifugiarci è la nostra automobile, in mancanza ovviamente di altri luoghi chiusi.
Per finire, non sottovalutiamo anche i danni alle cose: in caso di forti temporali è buona regola staccare il cavo di collegamento del modem alla rete telefonica, cavi di rete locale e non per ultimo cavi di collegamento alla rete elettrica (televisore, computer, ecc.); il fulmine può anche farsi vivo attraverso un elettrodomestico, rovinandoci (nella migliore delle ipotesi) il lieto piacere di leggere questo giornale on-line.
Tra parentesi, sempre per gli amanti della statistica, leggere dovrebbe rassicurare non poco; è stata infatti stimata la probabilità di morte durante la lettura di un blog (o di un articolo di giornale): una possibilità su 35.000.000. Non sappiamo però se questo numero dipende anche dall’importanza della testata che si legge! In qualsiasi dei casi, facciamo valere la pubblicità che un noto conduttore televisivo propone: “leggere fa bene”. A coronamento di tutte le statistiche del caso.


