Il primo pianeta extrasolare dal clima “temperato”
Posted on 14. apr, 2010 by Aldo Gagliano in Astronomia, esobiologia

La ricerca di pianeti extrasolari, ovvero di pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, continua a dare i suoi frutti. Sino ad oggi sono ne sono stati scoperti oltre 450, solitamente molto grandi (alcuni svariate volte più grandi di Giove) e tutti gassosi, appunto simili al nostro Giove o Saturno o Urano. Uno degli ultimi, denominato “Corot-9b“ è il primo esopianeta paragonabile ai pianeti del nostro sistema. Ha le dimensioni di Giove e un’orbita simile a quella di Mercurio. Situato ad una distanza di 1500 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Serpente, è composto principalmente da idrogeno ed elio, come daltronde quasi tutti i pianeti gassosi sin’ora studiati. Corot-9b passa davanti alla sua stella ogni 95 giorni, e il suo “transito” dura circa 8 ore fornendo agli astronomi moltissime informazioni sul pianeta. Il transito planetario è il passaggio del corpo celeste di fronte al suo sole; il “transitare“ interrompe parte della luce emessa dalla stella. Questo genere di eclissi provoca modifiche all’apparente brillantezza della stella medesima e rende possibile misurare il diametro del pianeta. Combinando questo dato con la sua velocità radiale, è possibile conoscere la massa del pianeta e quindi, anche la sua densità. Questo insieme di misurazioni fa si che gli astronomi possano studiare l’oggetto nel dettaglio. Inoltre il fatto che transiti non così vicino al suo sole rende questo oggetto unico per ulteriori studi. Corot-9b è speciale perché la distanza dalla sua stella è circa dieci volte più grande di qualsiasi altro pianeta precedentemente scoperto con questo metodo. Ciò comporta, diversamente da tutti gli altri esopianeti simili, un clima temperato sulla sua superficie. La temperatura dei gas del pianeta si ritengono comprese tra i 160 e i 20 gradi celsius, con variazioni minime tra il giorno e la notte.
Corot-9b è stato scoperto con il telescopio spaziale CoRoT (Convection, Rotation and Transits), realizzato dal CNES, con il contributo di Austria, Germania, Spagna, Belgio, Brasile e dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA); ideato specificatamente per l’individuazione degli esopianeti in “transito” e per effettuare studi sismologici delle stelle, CoRoT ha fin’ora restituito risultati sorprendenti, implementati comunque dalle osservazioni ottenute con diversi telescopi terrestri.
Le analisi effettuate dagli scienziati hanno fornito più informazioni su Corot-9b che per altri esopianeti dello stesso tipo e possono fornire gli strumenti per studiare le atmosfere di pianeti con temperature moderate o basse. In particolare possono permettere di aprire una finestra completamente nuova nella comprensione della chimica alle basse temperature e farci ulteriormente affinare le ricerche di pianeti simili alla Terra, per la solita e innata curiosità umana: siamo veramente soli nell’Universo?


