La nuova missione Cassini-Huygens
Posted on 14. nov, 2010 by Aldo Gagliano in Astronomia, astronautica
Il prossimo 24 novembre la sonda spaziale Cassini-Huygens sarà “riaccesa” dai tecnici della Nasa e riprenderà il suo normale funzionamento. La notizia, di per se, potrebbe non destare grande interesse, almeno per chi non conosce la storia di questa storica missione. Cassini-Huygens è la prima navicella spaziale che ha sorvolato da vicino un “mondo” del Sistema Solare esterno, per la precisione una delle lune di Saturno, Titano. La sonda, lanciata il 15 ottobre del 1997 con la missione di studiare il sistema Saturniano compresi i suoi anelli e le sue lune, entrò nell’orbita del pianeta nel luglio 2004; nel dicembre dello stesso fece rotta verso Titano ed il 14 gennaio 2005 scese nell’atmosfera del satellite, raccogliendo dati di eccezionale interesse per la comunità scientifica internazionale. Va detto che la missione in parte “parla” anche italiano, essendo un’operazione congiunta Nasa/Esa/Asi (agenzia spaziale italiana) e non a caso rimane uno dei più importanti successi spaziali sino ad oggi raggiunti. Le fotografie del satellite di Saturno inviate da Cassini sulle terra sono tra le più interessanti e sconvolgenti nella storia delle voli spaziali internazionali. Nonostante il termine della missione era stabilito per il giugno 2008, si è ritenuto opportuno estendere il progetto sino al 2017, rinominando la missione “Cassini Solstice Mission” (Missione del Solstizio) contrapposta all’ultima denominata “Missione dell’Equinozio”. Per la prima volta gli scienziati potranno studiare i cambiamenti climatici stagionali a lungo termine di un pianeta e dei suoi satelliti nel Sistema Solare esterno. La missione prevede altre 155 orbite intorno a Saturno, 54 incontri ravvicinati con Titano e 11 con la luna ghiacciata Encelado. I dati raccolti su Titano hanno rivelato un “mondo” a dir poco fantastico, almeno come similitudine con la nostra Terra.
Titano ha un’atmosfera spessa e ricca di chimica organica; sembra una versione “congelata” del nostro pianeta come probabilmente era un paio di miliardi anni fa, prima che iniziasse l’era dell’ossigeno e conseguentemente della vita. Cassini ci ha rivelato la superficie di Titano modellata da fiumi e laghi di etano e metano liquido; nuvole che causano piogge e venti simili a quelli terrestri. Dune ricche di idrocarburi e vulcani attivi. Le telecamere e i radar hanno sbirciato attraverso la foschia delle nubi tracciando mappe della sua superficie ad alta risoluzione. Gli scienziati attendono i nuovi dati e sperano nella conferma di un’ipotesi molto probabile: l’esistenza di un oceano liquido sotto la superficie del “mondo-satellite”. Titano è meno massiccio della Terra, quindi la sua gravità non riesce a trattenere del tutto la sua atmosfera che si estende sino ad un’altitudine di 600 chilometri nello spazio.
La temperatura è estremamente fredda, oltre 179 gradi sotto lo zero, ovviamente non del tutto compatibile alla sopravvivenza di probabile vita batteriologica, anche se esistono organismi che potrebbero sopravvivere a simili climi, ma la pressione dell’aria (della “sua aria”) è una volta e mezzo rispetto a quella della nostra Terra. A simili temperature l’acqua è ghiacciata e dura come la roccia ma il metano riesce a mantenere uno stadio solido e liquido, riempiendo fiumi e laghi e formando l’atmosfera del satellite. Sono state fotografate pietre e sassi di forma liscia e arrotondata, segno dell’erosione nel tempo causata dai liquidi dei suoi fiumi di metano.
Titano è nove volte più distante dal Sole rispetto al nostro pianeta; un improbabile abitante posto sulla sua superficie vedrebbe la luce del giorno simile al nostro crepuscolo terrestre. Lo studio di questo mondo potrebbe svelare e farci comprendere come si è evoluta l’atmosfera sulla Terra attraverso i secoli; le miscele ricche di chimica organica possono chiarire anche l’evoluzione vitale terrestre avvenuta nel nostro pianeta. La sonda Cassini ha rilevato pochi crateri d’impatto sulla superficie di Titano, probabile prova di un corpo relativamente giovane ed in piena evoluzione, quasi simile all’inizio dell’evoluzione nel nostro pianeta quando i crateri venivano erosi e modificati dalle forze liquide dei fiumi e dei venti. Titano è veramente un oggetto celeste ricco e complesso con molti misteri da chiarire. Cassini-Huygens, con la sua rinnovata missione, potrà contribuire ancora a svelare molti interrogativi di sostanziale importanza per l’uomo e per la scienza.





