Batteri killer

Nel nostro pianeta pare esista una regola naturale infallibile: se si verifica una seppur minima possibilità in cui la vita, in qualsiasi sua espressione, può formarsi, essa si formerà. Se accettiamo questo presupposto dobbiamo accettare qualsiasi sua variante, anche quelle non propriamente gradite al nostro vivere.

Ad esempio, una grande battaglia vinta dall’uomo nell’eterna lotta contro le malattie è l’invenzione degli antibiotici; naturalmente non bastano gli antibiotici a sconfiggere mali cronici ed incurabili, comunque è fuori dubbio che negli ultimi cinquant’anni abbiamo migliorato il nostro benessere salutare. Ma se la regola prima descritta è vera, sarà vera e funzionante anche per i batteri “killer”, quelli che ci costringono a letto con la febbre.

E’ di questi ultime settimane la scoperta di un batterio denominato MRSA che ha sviluppato da solo una resistenza ai più comuni antibiotici esistenti in commercio. Ma il “genio della sopravvivenza” non e’ il solo ed il più intelligente; pare infatti che altri batteri, di cui si sta studiando l’evoluzione, utilizzano un tipo di strategia più insidiosa, quella impregnata da geni trasferibili, che possono comunemente diffondersi tra ceppi circolanti. Uno di questi elementi genetici, denominato NDM1, è una difesa a base di enzimi che rende il batterio immune agli antibiotici, persino alla penicillina. Purtroppo i casi di infezione da NDM1 non sono più rari come all’inizio del 2008, anno in cui è stato identificato il gene “intelligente”. Alcuni casi sono stati documentati in Brasile, Canada, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Questi geni non hanno bisogno di una infezione particolare per inseminarsi nei batteri; purtroppo appena entrati in circolazione producono un enzima che attacca l’antibiotico e lo rende inefficace. Fortunatamente queste infezioni non sempre sono mortali, ma rendono comunque il sistema immunitario più debole ed il paziente più facilmente attaccabile. Alcuni istituti di ricerca stanno affrontando il problema, anche se per il momento non sembra ci siano risultati soddisfacenti. La guerra della vita continua come sempre, con gli stessi scenari conosciuti: da una parte i cattivi e dall’altra i buoni. Anche se i combattenti hanno dimensioni infinitesimali come batteri, il traguardo è sempre lo stesso: sopravvivere. 

Nel nostro pianeta pare esista una regola naturale infallibile: se si verifica una seppur minima possibilità in cui la vita, in qualsiasi sua espressione, può formarsi, essa si formerà. Se accettiamo questo presupposto dobbiamo accettare qualsiasi sua variante, anche quelle non propriamente gradite al nostro vivere.

Ad esempio, una grande battaglia vinta dall’uomo nell’eterna lotta contro le malattie è l’invenzione degli antibiotici; naturalmente non bastano gli antibiotici a sconfiggere mali cronici ed incurabili, comunque è fuori dubbio che negli ultimi cinquant’anni abbiamo migliorato il nostro benessere salutare. Ma se la regola prima descritta è vera, sarà vera e funzionante anche per i batteri “killer”, quelli che ci costringono a letto con la febbre.

E’ di questi ultime settimane la scoperta di un batterio denominato MRSA che ha sviluppato da solo una resistenza ai più comuni antibiotici esistenti in commercio. Ma il “genio della sopravvivenza” non e’ il solo ed il più intelligente; pare infatti che altri batteri, di cui si sta studiando l’evoluzione, utilizzano un tipo di strategia più insidiosa, quella impregnata da geni trasferibili, che possono comunemente diffondersi tra ceppi circolanti. Uno di questi elementi genetici, denominato NDM1, è una difesa a base di enzimi che rende il batterio immune agli antibiotici, persino alla penicillina. Purtroppo i casi di infezione da NDM1 non sono più rari come all’inizio del 2008, anno in cui è stato identificato il gene “intelligente”. Alcuni casi sono stati documentati in Brasile, Canada, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Questi geni non hanno bisogno di una infezione particolare per inseminarsi nei batteri; purtroppo appena entrati in circolazione producono un enzima che attacca l’antibiotico e lo rende inefficace. Fortunatamente queste infezioni non sempre sono mortali, ma rendono comunque il sistema immunitario più debole ed il paziente più facilmente attaccabile. Alcuni istituti di ricerca stanno affrontando il problema, anche se per il momento non sembra ci siano risultati soddisfacenti. La guerra della vita continua come sempre, con gli stessi scenari conosciuti: da una parte i cattivi e dall’altra i buoni. Anche se i combattenti hanno dimensioni infinitesimali come batteri, il traguardo è sempre lo stesso: sopravvivere.