Il mitico “42 centimetri”

Sicilia, anno di Grazia 1625: alle falde del monte Cane, in un feudo chiamato “ficurinia di Calamigna” nasce Calamima”, traduzione latina di ”Calamus” ovvero “canna”, piccolo paese a 43 km da Palermo. Nel 1627 viene chiamata Ventimiglia in onore di Beatrice Ventimiglia moglie del conte Giovanni Carretto proprietario del feudo, e solo nel 1863 viene aggiunto l’appositivo “di Sicilia” per distinguerla dalla Ventimiglia ligure.

Certamente a tutto potevano pensare i locali abitanti del paesino, meno che mai al fatto che “soltanto” 376 anni dopo il loro comune potesse diventare sede di un osservatorio astronomico privato, l’osservatorio Ezio Brancato fondato dall’associazione O.R.S.A. di Palermo. Questo gruppo storico di astrofili, dopo diverse peripezie abitative subite dal loro telescopio, hanno potuto dare una onorevole sede allo strumento e rendere un encomiabile servizio scientifico e culturale alla comunità non solo del luogo ma dell’intera regione siciliana. Il 21 aprile del 2001 l’O.R.S.A. presenta il suo gioiello al pubblico, un telescopio Newtoniano di 42 cm. di diametro, ospitato da una cupola girevole di tre metri e mezzo di diametro, un piccolo capolavoro di costruzione ospitata nell’anfiteatro comunale e nata grazie alla lungimiranza culturale dei dirigenti locali. Lo strumento, completamente autocostruito dai padri fondatori dell’associazione, è anch’esso un pregiato esempio di tecnica e di “caparbia volontà”, quella con cui gli astrofili sono riusciti con modesti mezzi e tanti sacrifici a rendere fattibile un “sogno” allora impensabile per tutti.

Questo progetto, restituirà degnamente nel tempo alla comunità visioni della Volta Celeste fantastiche e fotografie premiate in tutto il mondo. Anche lo strumento viene premiato “come miglior telescopio italiano autocostruito”, ma cosa più importante, migliaia di persone usufruiranno gratuitamente di una osservazione dell’Universo che le parole non possono minimamente spiegare; l’associazione si fa infatti carico di rendere accessibili e gratuite serate osservative periodiche, dove gli astronomi dilettanti possono condividere con il grande pubblico non solo la visione di Galassie, Pianeti e Nebulose, ma anche la spiegazione scientifica di questi oggetti. Viene ancora una volta sottolineata, se c’è ne fosse bisogno, la regola non scritta che accomuna astrofili e divulgatori scientifici: la scienza è patrimonio comune e và condivisa. Grazie alla sede osservativa e allo strumento, un ristretto gruppo di soci specializzato in astrofotografia, darà in questi anni il meglio di se stesso, producendo fotografie del profondo cielo di una bellezza senza pari, pubblicate in libri di astronomia e cosmologia e in siti internazionali come quello della Nasa. Negli ultimi tempi il telescopio è stato aggiornato alle attuali tecnologie digitali, rendendo ancora più facile ed accessibile il suo uso e pronto per continuare a dare ancora per molti anni il suo “contributo” astronomico. E certamente per molti anni ancora, sia i “vecchi” soci che le nuove “leve” dell’O.R.S.A. potranno ascoltare le esclamazioni di sorpresa della gente che poserà l’occhio nel “vecchio” ma ancora giovane oculare del mitico “42 centimetri”.