Satellite “UARS” in caduta sulla Terra: nessun pericolo dice la Nasa

Roma, 21 set.  – Potrebbe rientrare venerdi’ prossimo verso la Terra il vecchio satellite della Nasa Uars (Upper Atmosphere Research Satellite), andato nello spazio per studiare l’atmosfera ed ora prossimo a ‘ritornare’. Causa del rientro il probabile impatto, alcuni anni fa, con i frammenti di un altro satellite. A riferirlo e’ l’Ente spaziale statunitense che subito tranquillizza. “Non ci sara’ alcun pericolo” perche’, spiega, il vecchio Uars esplodera’ non appena impattera’ la nostra atmosfera. Con tanto di spettacolo per tutti perche’ l’esplosione potrebbe essere visibile anche a occhio nudo.

Forse, continua la Nasa, solo qualche frammento del satellite potra’ cadere al suolo ma al momento non si conosce ancora l’area del nostro pianeta e l’ora in cui potrebbe avvenire l’impatto. “E’ troppo presto per prevedere il luogo e l’ora del rientro ma nei prossimi giorni forniremo informazioni piu’ dettagliate” assicura ancora la Nasa sottolineando che il rientro di Uars segna il compimento definitivo della sua vita e che gia’ da sei anni non era piu’ ‘in servizio’.

Secondo le previsioni della Nasa, circa 26 frammenti sarebbero potenzialmente pericolosi e potrebbero ricadere in un raggio di quasi 600 chilometri. Il rischio pero’ che possano esserci danni per le persone e’ pari a 1 su 3.200. Nessun pericolo, dunque.

“Da quando e’ cominciata l’era spaziale alla fine degli anni ’50 non si e’ mai registrato alcun problema a causa del rientro di satelliti o navicelle. Nessuno e’ mai stato colpito” assicura ancora la Nasa. In ogni caso, continua l’ente spaziale americano, il Joint Space Operations Center del Comando Strategico della Vandenberg Air Force Base, in California, che da sempre segue i rientri di tutti gli oggetti mandati nello spazio e dei loro frammenti, non perdera’ di vista il vecchio Uars.

Il Centro, infatti, sara’ in grado di fornire prima informazioni ogni 24 ore, quindi ogni 12 ore, poi ogni due ore prima del rientro di Uars. La Nasa dunque si prepara a dare l’addio al vecchio satellite, grande quanto un autobus, che ha lavorato con onore in orbita per 20 anni, raccogliendo informazioni preziose sulla fascia di ozono che protegge la Terra dai micidiali raggi ultravioletti.

fonte: Adnkronos