Fiera del Mediterraneo: ormai si è toccato il fondo (forse…)

E’ incredibile come le situazioni siciliane, o meglio quelle della nostra bella città di Palermo, possano diventare paradossali senza che nessuno muova un dito. La nostra (unica) fiera occidentale, la fiera che con il suo prestigioso nome, “Mediterraneo” dovrebbe evocare cultura e tradizione quanto meno per rispetto al nome di un mare che ha conosciuto civiltà prestigiose, ha decisamente toccato il fondo; morente tra bollette di luce non pagate, impiegati sull’orlo della disoccupazione, ex dipendenti in causa (vinta) ma neanche minimamente considerati, ieri (3 dicembre) si è trovata con il suo personale “ospitato” temporaneamente negli uffici regionali della Presidenza. E comunque si deve ringraziare l’assessore Bufardeci che probabilmente mosso a pietà della situazione ha trovato  “la via di fuga” momentanea per <<garantire la dignità dei lavoratori della Fiera del Mediterraneo>>.

Da anni l’ente non riesce a risollevarsi dalla sua disastrosa situazione economica. Nonostante le innumerevoli promesse politiche, alle vie di fatto nessuno è riuscito a ripristinare un indispensabile servizio per la nostra città, anzi per tutto il bacino appunto “Mediterraneo”. Tra colpi di “appartenenza” giuridica (Comune? Regione? Provincia? Non si riesce a dare un padre alla poveretta), Commissari straordinari (9 in pochi anni, l’ultimo eletto oggi 4 dicembre) e stipendi traballanti, dal 2002 l’ente è riuscito a guadagnarsi il titolo di “zimbello delle fiere italiane”, per il vero non meritato di certo. 34 dipendenti effettivi e 6 con richiesta da giudice di dovuta assunzione continuano a urlare, disperarsi, manifestare senza che nessuno li ascolti ma soprattutto senza che nessuno li aiuti, accanto a capannoni dove sono ammassati quintali di rifiuti speciali. Qui non si tratta solo del posto di lavoro; è in gioco la credibilità della città e quindi dei politici siciliani che dovrebbero almeno “guardare” una situazione neanche poi irrisolvibile. Alcuni di questi politici (chiamiamoli “le solite mele marce”) hanno preso quando c’era da prendere dall’ennesimo carrozzone clientelare, ora non si riesce a restituire dignità a 40 persone che hanno investito la loro vita lavorativa all’Ente. Un tempo, solo a nominarla, Fiera del Mediterraneo, era il prestigio di una buona dirigenza politica palermitana, un  polo fieristico tra i più importanti del meridione; oggi molti signori di quel tempo probabilmente soffrono di amnesia e girando la testa dall’altra parte farfugliano “non rientra nelle mie competenze”. L’onorevole Salvino Caputo, parlamentare del PDL,  ha dichiarato di voler presentare un ordine del giorno per impegnare il Governo della Regione ad attivare iniziative ispettive nei confronti di chi ha determinato il crack della Fiera del Mediterraneo e per sapere se è vero che uno degli ex amministratori colpevole con altri del dissesto Fiera ricopre incarichi di sottogoverno in Enti regionali. Sarà un vero piacere guardare alcune di quelle persone che ri-inaugureranno l’Ente – perché solo degli imbecilli potrebbero farla morire del tutto – sul podio delle personalità e sentire le “auto-lodi” di come hanno sempre creduto, lottato e lavorato alla rinascita della “Grande Fiera del Mediterraneo”.