Il genio di Leonardo continua a fare mistero.

La notizia è del Washington Post, quindi certamente non dell’ultimo arrivato. Pare che il genio “multiproduttore” del Rinascimento abbia ancora di che stupirci. Una “soffiata” ricevuta dal prestigioso quotidiano afferma che il Museum of Fine Arts di Boston è in possesso di un dipinto ritenuto del maestro italiano ed è attualmente in pieno svolgimento la fase di autenticazione dello stesso. Federico Ilchman, curatore del museo di Boston, intervistato al telefono ha risposto: “Non posso dire nulla, mi dispiace”, prima di riattaccare. Praticamente un si malcelato?

Inarrestabile, il cronista investigatore cerca Katie Getchell, il direttore del museo, che dice attraverso un portavoce: “Noi non commentiamo sui lavori che la Farnesina è in procinto di studiare o di considerare per la possibile acquisizione”. Alla domanda se questo significa che la Farnesina potrebbe essere in effetti interessata al possibile acquisto del dipinto di Leonardo, la portavoce Dawn Griffin risponde che non si può dire niente di più.

Viene interpellato un esperto di pittura Rinascimentale, Miguel Falomir Faus; alla domanda se sa qualcosa del dipinto risponde: “Ho ricevuto una e-mail (da chi?) sul nuovo da Vinci ma non ho visto il lavoro e non so nemmeno il soggetto.”

Insomma c’è né quanto basta per dare sufficiente spunto a Dan Brown per scrivere un altro thriller.

500 anni dopo la morte, Leonardo continua a fare mistero. Il Genio, l’uomo inventore, pittore, scultore, scrittore, musicista, astronomo, l’uomo che tra un dipinto come “L’ultima Cena” e “Monna Lisa” progettava nuovi sistemi di difesa contro la guerra stupisce ancora per la sua proficua attività. La sua meticolosità e la voglia di innovare erano i capisaldi del suo genio. “Egli non era interessato alle questioni pratiche, come ad esempio portare a termine un lavoro”, dice Nagel. “Era interessato a fare cose che non erano mai state fatte prima.” E’ stato un affare enorme, quando la National Gallery acquistò il suo olio dal titolo “Ginevra de’ Benci.” nel 1967 per 5 milioni di dollari, al momento il prezzo più alto mai pagato per un’opera d’arte. Quando J. Carter Brown, direttore della National Gallery, mise le mani sul dipinto, si racconta che il suo collega e rivale al Metropolitan Museum d’Arte, Thomas Hoving, “era fuori di sé”.

Ha fatto grande notizia, nel mese di ottobre, il disegno di un artista sconosciuto del 19° secolo attribuito al maestro italiano, stimato con un valore di oltre 150 milioni di dollari. Ma alcuni esperti chiamati a verificare la sua autenticità hanno espresso molti dubbi, in particolare nati con l’esame su una delle impronte digitali impresse sul disegno. Vedremo e speriamo ne sapremo di più su questa ultima scoperta. Quanti milioni di dollari si metteranno in mezzo all’arte del misterioso genio?