Con l’acqua sarà più romantica?

Già, viene da chiederselo. Perché ormai è certo, sul nostro satellite, la romantica Luna, l’acqua c’è. Ormai si sà. Sono ben tre i diversi satelliti che hanno confermato la presenza del liquido nel polveroso suolo lunare; sono singole molecole, e di modesta quantità; i ricercatori hanno spiegato che potendo raccogliere tutte quelle presenti in un’area grande quanto un campo da baseball, di acqua se ne otterrebbe pressappoco un bicchiere. Pochino a dire il vero, ma la scoperta è veramente interessante, anche perché potrebbe essere una risorsa preziosa per i futuri esploratori. Sono molecole di acqua e di idrossile, ossia una molecola di acqua privata di uno ione di idrogeno. I dati sono stati pubblicati ultimamente sulla rivista Scienze e rivoluzionano l’immagine della Luna, vista da sempre come di un luogo completamente arido; potrebbero perfino mettere in crisi la teoria comunemente accettata sull’origine del nostro satellite.
Le zone più ricche sono comunque quelle più vicine ai Poli. Per questa ragione si ipotizza che l’acqua possa avere migrato dai Poli lunari per diffondersi sul resto della superficie. Pare inoltre che la formazione di queste molecole sia favorita da un processo continuo, probabilmente favorito dall’azione del vento solare. Un’altra teoria ipotizza che sia il vento solare a trasportare nuclei di idrogeno che schiantandosi sul suolo lunare, ricco di materiali contenenti ossigeno, finiscano per formare la molecola d’acqua.
Ma le supposizioni non si fermano certo. Ad esempio si discute (ormai da molto tempo) sulla possibilità di un impatto tra la Luna e una cometa avvenuto quasi quattro miliardi di anni fa. O quella che vuole un lento ma continuo deposito d’acqua avvenuto grazie all’impatto di una quantità imprecisata di asteroidi nel corso dei secoli.
Quale che sia la verità, abbiamo comunque motivo di compiacimento visto che alcuni dati di questa scoperta parlano italiano; infatti sono quelli del radar Vims (Visual and infrared mapping spectrometer), realizzato in collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Ritorna la domanda di sempre: è possibile vivere sulla luna? Certamente è ancora presto per dare una risposta sicura, di certo, passo dopo passo si continuano a registrare progressi notevoli in astronomia e cosmologia. Per il momento accontentiamoci di sapere che il nostro satellite, oltre magari ad aver fatto innamorare chissà quante coppiette, domani potrebbe ospitare per qualche settimana nuove missioni di base per viaggi cosmologici più lunghi e per nuove scoperte sul nostro (solo nostro?) meraviglioso universo.