Ossigeno su Dione, luna di Saturno

Un team di ricerca internazionale, tramite gli strumenti a bordo della sonda Cassini della NASA, ha annunciato la scoperta di ioni di ossigeno molecolare (O2 +) nella parte superiore dell’atmosfera di Dione, una delle 62 lune conosciute che orbitano intorno al pianeta Saturno.

Dione – scoperto nel 1684 dall’astronomo Giovanni Cassini (da cui il veicolo spaziale è stato chiamato) – orbita intorno al pianeta degli anelli più o meno alla stessa distanza dell’orbita della Luna intorno alla Terra. Questa piccola luna è larga all’incirca 1000 km ed è ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio d’acqua che circonda un nucleo interno di roccia. Orbita intorno a Saturno ogni 2,7 giorni, ed è bombardata da un vento molto intenso di particelle cariche (ioni) provenienti dalla magnetosfera di Saturno. Questi ioni, sbattendo contro la superficie di Dione, sposta gli ioni di ossigeno molecolare nella sua sottile atmosfera eliminandoli.

Un sensore a bordo della sonda Cassini chiamato “Cassini Plasma Spectrometer” (CAPS) ha rilevato questi ioni di ossigeno durante un passaggio ravvicinato su Dione nel 2010. I ricercatori Robert Tokar e Michelle Thomsen del “Los Alamos National Laboratory”  hanno quindi notato la loro presenza.

“La concentrazione di ossigeno nell’atmosfera di Dione è grosso modo simile a quella che si potrebbe trovare nell’atmosfera della Terra ad un’altitudine di circa 500 km”, ha detto Tokar. “Non è abbastanza per sostenere la vita, ma – insieme alle osservazioni di altre lune intorno a Saturno e Giove – questi esempi dimostrano dell’esistenza di un processo attraverso il quale molto  ossigeno può essere prodotto anche in gelidi corpi celesti che sono bombardati da particelle cariche o fotoni provenienti da sorgenti di luce del Sole o, nel caso di corpi extrasolari, da una stella posta nelle immediate vicinanze.”

Forse ancora più interessante è la possibilità che su una luna che possiede acqua nel suo sottosuolo, come ad esempio il satellite naturale di Giove “Europa”, l’ossigeno molecolare si potrebbe combinare insieme al carbonio, nei laghi sotto la superficie, formando elementi costitutivi della vita. Future missioni su Europa potranno forse contribuire a rispondere alle domande sull’abitabilità di queste lune.

Nel mese di aprile e maggio, la sonda Cassini volerà sulla luna Encelado. Questo satellite naturale è uno degli oggetti più luminosi nel nostro Sistema Solare, riflettendo la quasi totalità della luce solare ricevuta, grazie alla sua superficie formata da cristalli di ghiaccio d’acqua. Questa luna scatena anche pennacchi di materiale dalla sua regione polare sud. Gli spettrometri utilizzati da Los Alamos potranno aiutare a rispondere alle domande chiave sulla composizione di questi strani pennacchi.

fonte: Geophysical Research lettersLos Alamos National Laboratory