4 ottobre 1957, inizia l’avventura…

di Giuseppe Ciprì

Sono trascorsi 55 anni, ma quella piccola sonda sovietica, il famoso Sputnik, è ancora nella memoria di milioni di persone.

L’annuncio del primo lancio nello spazio di un oggetto fabbricato dall’uomo lasciò tutti sorpresi ed affascinati al contempo, ma nessuno poteva immaginare che la vita dell’uomo era ad un passo dal cambiamento radicale.

Sono solo 55 anni, ma l’uomo ne ha fatti di passi, giganti!

Il 4 ottobre 1957 dalla base sovietica di Baikonur, nel Kazakhstan, veniva lanciato il satellite che con il suo ‘bip, bip’ avrebbe sconvolto il mondo.

La piccola sfera lucida, realizzata in una lega di alluminio e con quattro lunghe antenne orientate nella stessa direzione era il primo oggetto costruito dall’uomo ad orbitare attorno alla Terra.

Con un diametro di 58,42 centimetri e pesante 83,46 kg, lo Sputnik era una piccola sfera, composta da due semisfere saldate e sigillate ermeticamente fra loro, contenente all’interno la strumentazione occorrente all’invio di due impulsi radio su due frequenze diverse, i famosi bip bip; la sfera conteneva azoto in pressione per preservare al massimo le batterie che l’alimentavano. Alla sfera erano collegate quattro antenne, due delle quali lunghe 2,39 metri e due da 2,90 metri.

I due radiotrasmettitori, della potenza di un Watt, emettevano entrambi segnali della durata di 0,3 secondi, separati da pause della stessa durata. L’analisi dei radiosegnali premetteva di studiare la densità dello strato più alto dell’atmosfera.

Le batterie dello Sputnik smisero di funzionare il 26 ottobre 1957 ed il successivo 4 gennaio 1958 lasciò la sua orbita per bruciare nell’impatto con l’atmosfera, dopo aver percorso circa 60 milioni di chilometri.

Ma ormai l’uomo era lanciato alla conquista dello spazio.

Quel lancio segnò l’inizio di una fredda competizione fra le due maggiori Potenze della Terra, che oggi invece si ritrovano da anni in ottima collaborazione, mentre altre realtà si sono affiancate, destinate ad avere un peso sempre maggiore nei prossimi anni: sono Paesi emergenti come Cina e India e le aziende private, che hanno sviluppato le tecnologie per costruire lanciatori e capsule, che hanno già dato prova di efficienza e che tra non molto potrebbero portare in orbita equipaggi umani.