Cervello e computer

Il divario tra “cervello umano” e supercomputer si assottiglia sempre di più. L’obiettivo finale, la costruzione di una macchina “consapevole” molto simile al nostro cervello è sicuramente ancora lontano,  ma non moltissimo.

Henry Markram, fondatore e condirettore del Brain Mind Institute in Svizzera, ha trascorso insieme al suo team gli  ultimi 15 anni della sua vita per raccogliere dati sulla neocorteccia, la parte del cervello che ci permette di pensare, parlare e ricordare. L’idea è quella di utilizzare i dati di questi studi per creare un approccio alla simulazione tridimensionale di un cervello di mammifero. Tale ri-creazione digitale che corrisponde a tutti i comportamenti e le strutture di un cervello biologico,  offrirebbe un’opportunità senza precedenti per studiare la natura fondamentale di disturbi come depressione e schizofrenia.

Fino a poco tempo fa non esisteva nessun computer abbastanza potente per potere applicare tutta la nostra conoscenza del cervello umano ad un modello di macchina. Oggi esiste Blue Gene. Un supercomputer formato da altri quattro supercomputer, ciascuna dei quali tratta i dati ad una velocità di picco di 56 teraflops (un teraflops effettua un trilione di operazioni in virgola mobile al secondo). Ognuno di questi “megacomputer” costa circa 2 milioni dollari; diciamo pure che non sono a buon mercato, ma non è del tutto impossibile un finanziamento per un ambizioso progetto come quello di Markram. Ogni “Blue Gene Computer” può contare su più di 16.000 processori, ed è usato per simulare circa un migliaio di neuroni virtuali. Riuscendo a far interagire i neuroni “digitali” tra loro, si potrebbe arrivare a far funzionare il computer quasi come un cervello umano. Nella fase di collaudo, Markram ha emulato solo una singola colonna neocorticale in un ratto di due settimane di vita. Bisogna dire comunque che in linea di principio, il cervello simulato non potrà rivaleggiare con quello “vero”. “Abbiamo raggiunto la fine della fase uno, che per noi è la prova di concetto”, ha detto Markram. “Possiamo, credo, categoricamente dire che è possibile costruire un modello del cervello.” In effetti, Markram insiste sul fatto che una modello di base di un cervello umano potrebbe essere costruito in un decennio. Semprechè ci sia la volontà (e i soldi) per andare avanti…