TV spazzatura

Non c’è nulla da fare. E’ una battaglia contro i mulini a vento. Per quanto io insieme a chissà quanti altri (pochi comunque) possa ogni santo giorno sgolarmi, stancarmi, arrabattarmi cercando di far capire  soprattutto ai ragazzi che dobbiamo usare il cervello come strumento efficiente e completo e non come opzional, che non dobbiamo fare il gioco dei media che vorrebbero solo un popolo di caproni disinformati pronti a comprare solo quanto la loro pubblicità propone, devo proprio dar ragione a mia moglie che ogni tanto mi rimprovera con il solito: “ma chi te lo fa fare?”.

Già, chi me lo fa fare? Ci vogliono settimane, mesi, anche anni per riuscire con mezzi modesti (i miei) a far capire ad un pubblico, tutto sommato piccolo rispetto ai milioni di telespettatori, che nel rispetto dell’altrui pensiero bisogna comunque criticamente e “saggiamente” saper distinguere  un curioso interrogativo stravagante da una bufala di grassa ignoranza propinataci  dall’elettrodomestico oggi con il display al posto del tubo catodico. Ci vogliono battaglie all’ultimo sangue per dimostrare la mala fede dei “maghi” dal terno facile, che Mussolini non aveva costruito una navicella spaziale copiata dagli ufo durante la guerra, che non ci sono extraterrestri conservati in ampolle piene di liquido, che “purtroppo” il mondo non finirà tra due anni, eccetera eccetera. Ed ecco una trasmissione in prima serata dal geniale titolo “Mistero”, condotta da un’improbabile Raz Degan (così decine di migliaia di ragazze quindicenni stanno incollate allo schermo) con la parte dell’oracolo affidata a Rachele Restivo (così decine di migliaia di ragazzi cinquantenni stanno incollati allo schermo) mandata in onda da quel “casciabanco” (traduzione: cassettone un po’ malandato) di Italia uno e vista da tre milioni di persone, per avere buttato al vento voce, tempo e denaro. E bisogna ricominciare da capo, con pazienza, con l’aiuto del Planetario, con l’aiuto di quelle poche testate giornalistiche e citizen journalism che ti danno spazio (il Giornalismo li benedica), con qualche piccola conferenza ed altri ammennicoli vari cercando di farsi sentire perchè il rumore dei potenti mezzi di persuasione collettiva è molto più forte ed ascoltato (ed io non ho purtroppo l’aspetto di Raz Degan).

Qualcuno potrebbe ribattere a ragion veduta: “esiste uno strumento chiamato telecomando; usalo!”.

A questo qualcuno chiarisco con molta umiltà il mio punto di vista. Una trasmissione piena di cretinate esoteriche non cambia certamente il mio modo di vivere; non mi causa problemi personali; non mi toglie denaro dalla tasca. Fa qualcosa di molto più grave: inquina il ragionamento di quelle persone (vi garantisco sono moltissime e di qualsiasi ceto sociale ed economico) culturalmente più deboli e più fragili, innescando una specie di “domino” inarrestabile. Questa “invasione” diventa nel tempo così potente che finisce per essere del tutto giustificata ed accettata. E’ come se un bugiardo, conscio di dire una bugia, la ripete così tante volte e per tanto tempo che alla fine ci crederà in prima persona e sarà convinta di dire una verità.

O per fare un altro esempio, è come quando l’altro giorno risposi ad una domanda sulle “stelle cadenti” chiarendo che non si tratta certamente di stelle che cadono ma di semplici meteoriti (ma poi dove cadrebbe una stella? Nel mio giardino? Meglio magari in quello del mio vicino…) mi sentii controbattere molto seriamente:”ma sono secoli che tutti parlano di stelle cadenti. Lei né è proprio sicuro?”. Sono ormai assolutamente certo che il nostro cervello è molto più propenso al mistero che alla risoluzione dello stesso.

Qualche tempo fa un mio amico scrittore mi propose di realizzare insieme a lui un piccolo mini-documentario scientifico argomentato su luoghi e personaggi di grandissima rilevanza storica siciliana. Persone e cose esclusive della nostra regione, discusse ed invidiate dal mondo intero.

La proposta, inizialmente girata “verbalmente” a Rai tre, fece sorridere di gusto i funzionari della rete e non ci buttarono fuori a calci per la loro conosciuta bontà e compassione. Tra parentesi, un progetto del genere, si sarebbe potuto realizzare con “i soldi delle sigarette di RAI”, roba da ragazzini. Giustifico comunque il loro punto di vista commerciale; dove stà il bacino di utenti pronti a guardare una cosa simile? Se invece si devono spendere diversi milioni di euro per “Un posto al Sole”, la cosa cambia completamente aspetto. E cambia aspetto pure quando si chiamano nei palinsesti quei truffaldini di “oroscopisti” pagati con parcelle “astrologiche”; vuoi dar torto ai manager televisivi? Non puoi; il pubblico chiede queste cose e loro semplicemente gliele offrono.

E il popolo ha sempre ragione. Lo ha detto persino Marx, quindi ci devo credere.

Se a tutto questo aggiungiamo un paese che investe briciole nella ricerca, una scuola completamente sfasciata, insegnanti non più motivati, ragazzi di quinta elementare che dicono che la Luna è una stella e milioni di persone che fanno del gioco “gratta e vinci” uno scopo di sistemazione di vita, mi chiedo educatamente: “ma che ca..volo di pianeta lasceremo ai nostri figli e nipoti?”. Aggiungo, per evitare ogni possibile etichettatura politica a questo articolo, che non mi riferisco al malcostume della destra attuale, visto che anche con la sinistra da tanti rimpianta sarebbe la stessa identica cosa, se non peggio.

Quindi, siccome non voglio arrabbiarmi o peggio ancora tornare a riscrivere di questo argomento, vuol dire che sigillerò il tasto 6 del telecomando ed in buona pace la questione è chiusa.

Domani ricomincerò da capo a parlare di scienza e a raccontare che le stelle non cadono da nessuna parte, meno che mai nel mio giardino.

A proposito, siccome non sono capace di portare rancore e penso che ognuno è libero di fare ciò che vuole, comunico a tutti gli interessati che la trasmissione “Mistero” è in onda su Italia Uno il mercoledì in prima serata. Così se c’è gente che non lo sapeva, ora lo sa.