Einstein a casa tua

onde-gravitazionali

di Francesca Aloisio [media.inaf]

Si chiama Einstein@home ed è un progetto di citizen science che dà a chiunque la possibilità di partecipare alla caccia alle onde gravitazionali. Ne parla a Media INAF Maria Alessandra Papa, Research Group Leader del progetto presso il Max Planck Institute for Gravitational Physics

Si chiama Einstein@home, ed è un progetto di citizen science lanciato nel 2005. Basta iscriversi al programma e ognuno di noi può installare sul computer di casa uno screensaver grazie al quale è possibile partecipare all’analisi dell’enorme quantità di dati raccolti dai rilevatori di onde gravitazionali. Nei giorni scorsi il progetto ha cominciato l’analisi dei dati derivanti dai primi mesi di rilevazioni dopo l’upgrade dello strumento LIGO e chissà, il prossimo rilevamento di onde gravitazionali potrebbe avvenire proprio così: da casa, magari dalla vostra.

In pratica il vostro computer, quando non ci state lavorando, diventa una parte della struttura di analisi dati dell’esperimento, ampliando moltissimo la capacità di calcolo e della quantità di dati altrimenti processabili.

Media INAF aveva parlato di questo progetto lo scorso agosto, quando una nuova pulsar associata all’emissione di raggi gamma era stata scoperta “nascosta” in bella vista tra i dati del Fermi Gamma-ray Space Telescope. Tale risultato era stato possibile solo grazie ai migliorati metodi di analisi dei dati e alla potenza di calcolo del progetto Einstein@Home. Potenza di calcolo che dallo scorso 9 marzo è al servizio dell’individuazione di onde gravitazionali, scandagliano i primi mesi di dati rilevati da LIGO: non potenti come quelle emesse da eventi come il merger tra buchi neri intercettato lo scorso settembre, ma piuttosto quelle deboli e continue emesse da oggetti come le stelle di neutroni.

Abbiamo fatto qualche domanda in proposito a Maria Alessandra Papa, Research Group Leader del progetto presso il Max Planck Institute for Gravitational Physics (Albert Einstein Institute, AEI) di Hannover, in Germania. L’intervista alla dott.ssa Papa qui

[da Media.inaf.it]