Il più grande “occhio” del mondo

Eravamo da tempo abituati a telescopi astronomici di grandi dimensioni, strumenti di altissima tecnologia. Eppure un altro capolavoro di ingegneria simile non c’è lo aspettavamo proprio, almeno in tempi così brevi. Si tratta del nuovissimo telescopio E-ELT, European Extremely Large Telescope, l’ultimo gioiello di ESO, l’agenzia spaziale europea. Stiamo parlando di un progetto di concezione rivoluzionaria, il più grande telescopio a terra del mondo intero. Il suo specchio, con un diametro di 42 metri (si, avete letto bene, 42 metri!) sarà in grado di ricevere la luce degli oggetti celesti ben 100 milioni di volte in più dell’occhio umano; tutti i telescopi del mondo dal diametro di 8-10 metri messi insieme non riuscirebbero a risolvere quello che l’ELT riuscirà da solo. L’inizio dell’attività di questo “mostro” ottico è prevista per l’inizio di questo decennio e sarà ospitata in Cile, in località Amazones Cerro, una montagna di 3.000 metri nella parte centrale del deserto di Atacama Chiles, a circa 130 chilometri a sud della città di Antofagasta e a 20 chilometri da Cerro Paranal, sede del Very Large Telescope ESO.

Gli obiettivi primari che si pone la ricerca con questo strumento sono l’individuazione e le caratteristiche di nuovi pianeti extrasolari (e conseguentemente la ricerca di vita nel cosmo), lo studio dell’evoluzione delle galassie e la natura e la distribuzione di materia ed energia oscura nell’Universo. E-ELT sarà in grado di risolvere con grande precisione le prime stelle formatesi dopo il Big Bang, le più antiche e misteriose; la sua capacità ottica è decine di volte superiore persino al famoso e ormai quasi in pensione telescopio spaziale Hubble. Ne sapremo di più sui buchi neri super massicci e sulle teorie che dominano questi oggetti quasi sconosciuti. E-ELT permetterà agli astronomi di sondare i primi stadi della formazione dei sistemi planetari per rilevare acqua e molecole organiche nei dischi protoplanetari intorno a stelle in formazione. Tra gli obiettivi più emozionanti, E-ELT si prefigge lo scopo di permettere studi dettagliati dell’accelerazione dell’espansione dell’Universo; una misura molto più precisa farà  comprendere meglio e con più precisione agli scienziati l’intero Universo e la sua evoluzione.

Nell’ultimo decennio l’astronomia ha attraversato un periodo d’oro; le scoperte sorprendenti che hanno caratterizzato questi anni sono frutto certamente di nuove menti “giovani” ma anche di strumenti sempre più tecnologicamente evoluti. L’Europa è tra i primi posti in questa graduatoria e con questo nuovo telescopio si è quasi certi che assisteremo ad una nuova rivoluzione Galileana, come quella che il grande scienziato fece 400 anni fa.

Per capire di cosa si parla, basta pensare che il diametro dello specchio è pari alla metà di un campo di calcio; le sue ottiche adattive che agiscono sullo specchio primario saranno in grado di correggere la turbolenza atmosferica quasi come se lo strumento fosse posto nello spazio. Sempre lo specchio primario è composto da circa 1000 segmenti esagonali ciascuno di 1,4 metri di larghezza ma con uno spessore di soli 50 millimetri, in grado di acquisire luce per ben 15 volte in più del più grande telescopio oggi esistente nel nostro pianeta. Lo specchio secondario ha un diametro di 6 metri. Gli specchi adattivi sono incorporati nelle ottiche del telescopio per compensare la sfocatura delle immagini stellari introdotte dalla turbolenza atmosferica. Ognuno di questi specchi è supportato da più di 5000 attuatori che possono distorcere la sua forma un migliaio di volte al secondo.

Prepariamoci a nuove entusiasmanti scoperte.

fonte: Eso.org