A cavallo dei neutrini, in viaggio a velocita’ superluminali?

Oggi i media scientifici (o sedicenti tali) sono invasi da un tam-tam di notizie che hanno dell’incredibile: “i neutrini vanno piu’ veloci della luce”, “Einstein superato da un italiano”, “svolta epocale nella Fisica”, eccetera. Cosa sta succedendo veramente?

In realta’, come sempre, occorre andare alle sorgenti autorevoli di queste informazioni, che usano toni piu’ che cauti e scientificamente corretti. Il CERN ha pubblicato un comunicato stampa, disponibile in inglese su http://cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR19.11E.html, dove spiega come in sostanza non si possa’ ancora dire nulla! L’esperimento OPERA, condotto ai laboratori del Gran Sasso per studiare un fascio di neutrini sparato dal CERN, crede di aver misurato un’anomalia nella velocita’ di questi neutrini, che impiegherebbero “ben” 60 ns in meno della luce nel percorrere i 730 km che vanno dal CERN al Gran Sasso. Dato che finora non hanno trovato nessuna evidenza di errori sperimentali, l’etica scientifica (cosi’ si esprime il Direttore Generale del CERN) vuole che i risultati siano resi pubblici, cosi’ che la comunita’ scientifica mondiale possa esaminarli, concepire test indipendenti, rianalizzare le misure, in modo da confermare o smentire l’anomalia con una base sperimentale piu’ solida di un singolo esperimento. In altre parole, un errore di misura o un bug nel software puo’ anche scappare a OPERA ma non dovrebbe sfuggire all’analisi di tutti i fisici al mondo.

Il viaggio dei neutrini dal CERN ai Laboratori del Gran Sasso (OPERA collaboration)

Insomma, i neutrini ancora una volta si rivelano sorprendenti – ad esempio ancora nessuna teoria spiega com’e’ che hanno massa e mutano tra loro – ma siamo ben lontani da mettere Einstein nel cassetto: ci sono stati migliaia di esperimenti che hanno verificato la relativita’ con precisioni veramente spettacolari, e non basta certo una misura a far saltare tutto.

Per la cronaca, l’esperimento OPERA sta per altri versi funzionando egregiamente: ad esempio ha per la prima volta osservato direttamente un (singolo) evento di neutrino cosiddetto tauonico, il terzo tipo di neutrini, finora mai osservato direttamente. Secondo la teoria, ci sono 3 – e solo 3 – tipi di neutrini, quelli elettronici, prodotti in gran quantita’ dal Sole, quelli muonici, prodotti da alcune interazioni nucleari, e quelli tauonici. Gia’ da tempo sappiamo che i neutrini elettronici del Sole spariscono e mutano in neutrini muonici, ma la novita’ dell’esperimento OPERA e’ stata quella di analizzare un flusso di neutrini sintetici, prodotti al CERN, e composto esattamente da neutrini muonici al 100%. Ecco che anche un solo evento di mutazione e’ stato gia’ significativo, oltre ad essere stata la prima osservazione diretta del terzo tipo di neutrini, i tauonici, finora fatta.

Che dire allora? Mettiamoci comodi, e’ ancora presto per un bel viaggio a velocita’ superluminali…

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