14 Responses to ““La questione di Dio è un’ipotesi testabile””

  1. alessandra scrive:

    tutto ciò che è bello e buono viene da Dio perché Dio è amore, e l’amore non ha bisogno di essere dimostrato dalla scienza, anche la nostra intelligenza viene da Dio come tutte le bellezze del cosmo e la nostra stessa vita, ma quello che la scienza non potrà mai dimostrare è la nostra aspirazione alla vita eterna, una vita beata, meta a cui aspirano solo gli uomini in quanto creature consapevoli di esistere ed in grado di fare scelte morali sul bene e sul male. ma gli uomini sono creature anche fragili e spesso s’ingannano su cosa è bene e cosa è male, ma Dio vuole che abbiamo la vita in abbondanza perché ci ha creati Lui, e sa quello di cui il nostro cuore ha bisogno, e il nostro bisogno primario è l’amore! se una persona è umile Dio si lascia trovare e scoprire dentro il suo cuore, ma la prova scientifica che Dio esiste c’è ed ed la persona bellissima di Gesù di Nazareth, realmente esistito, realmente morto per noi, realmente risorto, solo Dio può amare con quella follia anche i nemici, perché ci sente tutti suoi, solo Gesù uomo e Dio è stato capace di amare e perdonare chi lo stava massacrando e uccidendo, leggete il vangelo, la Sua luce è talmente forte che abbaglia, e Colui che ha fatto io mondo con la sua sapienza si è messo nelle nostre mani per amore, solo per amore, per salvare l’uomo dal male che ha dentro e renderlo davvero libero! guardate il film The Passion, è successo davvero così, perché non crederGli, dov’è la ragionevolezza del non credere, cosa cambia a chi studia il cosmo se crede, la matematica la fisica l’astronomia non cambiano se uno crede, la fede non toglie niente alla scienza, ma Dio non si lascia manipolare dalle nostre richieste, al contrario ci chiede di fare la sua volontà per avere la vita, la vera vita qui sulla terra e poi la vita eterna! Gesù non toglie niente alla scienza, ma la scienza per quanto bella non ci salverà, l’uomo non può salvarsi da solo perché non si è dato la vita da solo, l’ha solo ricevuta come dono. se amate il mondo e trovate tanta bellezza nel cosmo, quanto più bello sarà Chi lo ha fatto e poi è sceso fra i suoi donandosi completamente senza trattenere nulla, cos’altro poteva dare Gesù per farci capire quanto ci ama? poi non serve a niente parlare della preghiera, si deve pregare, farne esperienza e la Verità stessa troverà la strada per raggiungerci…provate, non costa niente! Gesù disse ai suoi apostoli prima della passione che sarebbe morto e loro si sarebbero rattristati, ma poi sarebbe risorto e li avrebbe rivisti e quel giorno loro non gli avrebbero chiesto più niente! quando s’incontra Gesù personalmente non ci si fanno più tante domande perché si fa esperienza diretta di Lui! è come se un velo cadesse davanti ai tuoi occhi e capisci all’improvviso quanto eri cieco, ti accorgi che non ci sono infinite verità personali, ma esiste davvero una sola verità sull’uomo, che ci comprende e ci coinvolge tutti in un unico destino, e qualunque siano le leggi che regolano il cosmo, comunque sia fatto l’universo, questa verità sull’uomo rimane e ci accomuna in Dio! la scienza non potrà mai risolvere il problema di Dio, perché la scienza stessa e la sapienza sono doni di Dio, e Dio è al di sopra e al di fuori della scienza, per cui quando ci sbatti contro puoi solo o accettarlo o rifiutarlo, e perché rifiutarlo in nome della scienza? non è un pregiudizio? buon lavoro, è bello il sito, alessandra.

    • renato brandolese scrive:

      Gentile signora alessandra, devo dirle che pur da grande agnostico o ateo se preferisce il termine, sono fortemente impressionato dal suo scritto che non presenta un momento veruno di incertezza permeaton da parole di fede che è difficile sentire oggi da chicchessia anche se religioso prativante. Lei dice che dio è amore, che dio è donazione di sè agli uomini, che conoscendolo non c’è bisogno di porsi domande terrene, che è piedistallo di una vita ultraterrena. In tutta onestà intellettuale mi sembra tanta la vis con cui sostiene le sue affermazioni che non voglio recarle alcun anche se debole vulnus con una mia facile critica alla sua fede. Mi limito soltanto a dirle che l’ amore, l’ agape, la fratellanza, il raccoglimento in sè, la filia possono benissimo essere valori che , anche se non sostenuti e riferiti al suo, dio, e perciò immanenti non credo abbiamo meno giustificazione ad esistere e ad accompagnarci in questa dura valle.

  2. renato brandolese scrive:

    Sono francamente colpito dalle affermazioni riportate nell’ articolo , riassunto in breve del testo scritto dal fisico filosofo che , anch’ egli sale sulla cattedra della scienza per trasformarla senza rendersene conto in scientismo ridicolmente infantile. Caro scienziato devo precisare come io non condivido con te la sicumera dell’ essere ateo, ritirandomi piuttosto in un agnosticismo meno trionfante ma che certamente non ha dio nei suoi quotidiani parametri. Caro scienziato confezioni degli esperimenti atti a dimostrare l’ impossibilità della verifica dell’ assunto reliogioso, pensi che la preghiera dovrebbe trovare un rimando operativo da parte del dio e non si capisce come potresti averne riscontro verificandone un positivo feed- back. Il deismo nella storia di un lungo cammino teologico è sempre stato una tessera mosaicale tesa a spiegare fenomeni di senso oscuto per l’ intelligenza del momento. Newton stesso che ha messo per iscritto una legge di rilevanza universale valida molto probabilmente anche a 10 miliardi di anni luce da noi, si era ben accorto di piccole irregolarità presenti nella meccanica celeste per cui faceva intervenire un dio che al momento opportuno regolava l’ orologio cosmico ( ogniuno anche se genio è figlio del proprio tempo). Napoleone feceva notare a Laplace che nel suo universo celeste mancava dio al che costui rispose che non ne aveva avuto bisogno edd aveva certamente ragione. Sino a che pervicacemente pensiamo a dio come spiegazione dell’ inspiegabile cadiamo malamente perchè con l’ evolvere del pensiero umano rimanono sempre meno tessere vuote nel nostro mosaico. Caro scienziato tu sei legato ad una visione antropomorfa di dio , non c’è molta differenza tra la tua credenza e quella dei greci che adoravano quegli dei falsi e bugiardi : la lotta tra fides e ratio non è possibile dal momento che dio e scienza sono come la diagonale e il lato del quadrato due grandezze cioè incommensurabili; ed allora prova andare a leggerti qualche scritto di qualche mistico cristiano e anche no. Allora capirai che ti stai occupando di lana caprina perchè allora capiresti che dio: non è , non è…. non è nulla di ciò con cui potremo definirlo sini ad arrivare , semmai ad un concetto di “nientità” deducendola dal pensiero del grande mistico meister eckart.E con la nientità vale poco o niente anche il più raffinato esperimento.

  3. alessandra scrive:

    io non ho le risposte al dolore del mondo, nessuno pretende di averle, ma con Dio si vive meglio perché ogni cosa che facciamo, ogni attimo del nostro tempo non si perde nel nulla o nel caso, ma ha un valore e un senso per l’eternità, dove Dio si trova, mentre noi siamo nel tempo che scorre, ma non siamo diretti verso il niente, siamo immensamente voluti, amati ed attesi. è vero che l’amore è una caratteristica riscontrabile in ogni uomo, ma il nostro amore è fragile e molto egoistico, molto umano, e il nostro cuore anela a ben altro amore. nessuno può darci quell’amore di cui abbiamo bisogno se non Dio, e quando parlo di Dio mi riferisco al Dio di Gesù Cristo, l’unico vero Dio. siamo vicini alla Pasqua ed auguro di cuore ad ogni uomo che apra la porta a quel Gesù che sta alla porta e bussa e si lasci salvare, amare, perdonare e poi risorgere con Lui. poteva scegliere altre strade Dio, non so che dire, un giorno capiremo quello che ora è pur sempre un mistero, so solo che Gesù ha preso la nostra carne ed ha versato fino all’ultima goccia di sangue anche per chi lo rifiuta, per chi lo odia, perdonando! e solo Dio è capace di un amore così folle, e quest’amore è per tutti e per sempre! Gesù Cristo esiste davvero, cercatelo e si farà trovare e anche in questa vita così dura e così fragile per tutti noi, sarete beati! e anche guardando il cielo di notte respirerete Dio!

    • renato brandolese scrive:

      Gentile signora avrà ben capito come Lei ed io abbiamo bias completamente e troppo diversi, conseguentemente ci si trova di fronte a due monologhi , non azzardo la parola soliloquio. Il riapetto per le sue convinzioni argomento e sostanza di cose sperate e non parventi, non mi esime dal dirle che affidandosi al suo dio Lei manifesta posizioni , anche se in buona fede, utilitaristiche , sembra che Lei abbia interiorizzato un’ idea di Padre ideale che non smette di starci al fianco , di consolarci, di perdonarcim di amarci sempre e comunque.Provi a vivere al di fuori e senza qualsivoglia potenza cui aggrapparsi. le auguro che la Sua non sia una illusione anchè se mi sembra che questo castello interiore che lei fa proprio e le permette di vivere meglio possa un domani vacillare.

      . Più e molto più difficile è prendersi la propria croce senza contare su nessun riferimento o appoggio interno od esterno che non aumenta di certo il valore delle nostre azioni.

  4. alessandra scrive:

    la nostra croce la portiamo tutti, l’ha portata anche Gesù, ma mi sembra che ci sia un po d’orgoglio e non volersi fare aiutare, gli uomini non arrivano tanto lontano da soli e lontani da Dio, basta guardarsi intorno, per non dire poi che anche io ne ho fatto esperienza personale del mio fai da te. il problema comunque non è la caduta delle mie illusioni, ma la ricerca onesta della verità, una verità che non dipende dal mio punto di vista, una verità sull’uomo e il suo destino eterno che esiste anche se io non ci credo o la rifiuto, contro la quale ognuno di noi sbatterà la testa al momento “reale” della propria morte. tanto vale cominciare prima a chiedersi che senso ha la mia vita, da dove vengo e dove sono diretto, perché la morte e perché tanto dolore; noi non siamo animali che non scelgono perché seguono solo le leggi della natura, noi scegliamo eccome e con le nostre scelte morali entriamo nel cosmo e ne modifichiamo anche gli eventi. ho scritto su questo blog così d’istinto e poi sembra che sia diventato un dialogo, ma non voglio convincerla ne ossessionarla, non voglio fare violenza a nessuno; mi è stato solo difficile tenermi dentro una Luce tanto grande che anche a me è stata donata dopo tanto buio, e che solo “dopo” mi è sembrato impossibile non averla vista prima tanto brilla. a volte non vogliamo vederla e ci teniamo le nostre storture e le nostre sofferenze per non metterci in crisi, la fede rivoluziona la vita ed ogni cosa poi la vedi in maniera diversa, è un cammino faticoso, ma vale la pena e non si fa da soli perché Dio dà molto di più di quello che pensiamo ci tolga, e fa sperare contro ogni speranza…buon cammino

  5. renato brandolese scrive:

    Nessun peccato, signora Alessandra, di orgoglio nel voler attraversare solipsisticamente la vita breve o lunga che sia , felice o drammatica, serena o tempestosa quanto piuttosto il trovarsi immersi, ma non crogiolandovisi dentro, ad un esistenzialismo, anche cattolico se vuole , che si richiama, almeno in parte al libro biblico di Qoelet, meglio conosciuto, come ecclesiaste. ” che vantaggio ci ha l’ uomo a fare quel che fa: afferma Qoelet fornendo in forma interrogativa una risposta certa : niente se non quel che afferma kant ” le stelle sopra di me , la legge morale dentro” . Lei mi parla di ESSEre mentre il mio dire riguarda l’ esserci nelle forme eterogenee delle imperscrutabili vicende umane. Henry de Lubac nel suo libro Umanesimo ateo traccia ed analizza il pensiero di Feurbach, di Nietzsche, marx, ed afferma che ” dove non c’è dio, non c’è l’ uomo ” e che il positivismo, il marxismo nelle sue varianti filosofiche mentre cercano anche in modo aggressivo un uomo nuovo staccato da dio, non fanno altro che provocare una nichilistica tirannia dell’ uomo sul proprio simile. Io non so se così agendo l’ uomo schiavizzi se stesso ed ancora peggio i suoi simili, non so se una civiltà senza dio debba connaturarsi con carattere di bestialità esistenziale e precipite in profondi abissi, non so , se per esserer felici dobbiamo nel nostro operare riferirci a quel dio che per Lei è tutto e che per me assume le connotazioni di una sofferta fragilità umana che deve essere corretta.I 10 omandamenti non rispecchiano una morale umana immanente che non ha bisogno di un dio che la legittimi o la imponga. Come vede interrogativi, domande retoriche , incertezze e qualche debole sicurezza, non suoerbia intellettuale ma l’ essere iscritto in un mondo dove gli afflati del dio di abramo , isacco, giacobbe si stanno silenziosamente evaporando ; dobbiamo tenere questo in grande considerazione ed agire uomo con uomo come se dio ci fosse altrimenti la il nostro libero arbitrio sarebbe sotto condizione vigilato da altri. Non faccio certo proselitismo ateo o nichilista , mi limito a dire : Cur Jesus ? la ringrazio dell’ attenzione se vorrà soffermarvici.

  6. renato brandolese scrive:

    l’ intensità con cui Lei esprime la sua fede, mi ha fatto ricordare un episodio cui fui astante a Gerusalemme qualche tempo fa. Mi trovavo all’ ingresso della chiesa del Santo Sepolcro dove all’ interno nella zona antistante all’ ingresso c’è una lastra di pietra dove , secondo la tradizione sarebbe stato deposto per i rituali corporei post mortem il corpo del Crocefisso. Ebbene un pellegrino cieco, si avvicina al roccioso letto e si bagna entrambi gli occhi con l’ acqua che scorre come piccolo rivolo alla perimetria della lastra marmorea, Non so se il pellegrino avesse attribuito proprietà miracolose e si aspettasse una guarigione della sua disabilità- Fui impressionato e commosso da tal gesto da cui si poteva dedurre una fede semplice ma assoluta, nel contempo, però, fui indispettito perchè convinto che cieco sarebbe rimasto dal suo dio inascoltato. Alienazione prima e grande sofferenza poi per il pellegrino australiano. Se mi sono commosso io che sono quidam de populo perchè il suo dio non ha fatto altrettanto , forse seguendo indecifrabili disegni provvidenziali? C’è una intensa, solenne, potente canzone di Ofra Haza il cui titolo è Shaddai acronimo della segunte frase : shomer dlatot israel che significa (dio) sottinteso a guardia delle porte di israele. Non ci sono nella nostra temperie culturale, nè porte, nè guardiani e noi dobbiamo far da soli.

  7. alessandra scrive:

    IL SANGUE DI CRISTO E’ IL LAVACRO DEL MONDO! Noi cristiani mangiamo il Corpo Benedetto di Gesù, e beviamo il Suo Sangue ogni volta che riceviamo la Santa Eucaristia. E quando Lo mangiamo noi non Lo assimiliamo, ma Lui ci assimila a Sè, ci tira fuori da noi stessi per trascinarci verso il Cielo. E’ un mistero di Dio!

    “Pasqua è la festa della nuova creazione. Gesù è risorto e non muore più. Ha sfondato la porta verso una nuova vita che non conosce più né malattia né morte.” (papa Benedetto XVI in questa Notte Santa di Risurrezione 2012)

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2012/documents/hf_ben-xvi_hom_20120407_veglia-pasquale_it.html
    qui trovate la straordinaria omelia che ha fatto papa Benedetto XVI in questa notte di Pasqua 2012, leggetela è bellissima!

    http://www.youtube.com/watch?v=Y6suBrSFaiM&feature=player_embedded
    http://www.youtube.com/watch?v=KNiZjJikTXg&feature=player_embedded