Micrometeoriti inestimabili

Alcuni ricercatori francesi guidati da Jean Duprat del CNRS di Orsay, sono riusciti a trovare in Antartide, presso la base italo-francese Concordia, due minuscoli micrometeoriti, soprannominati particella 19 e particella 119. La scoperta non ha più di due settimane e non è stata casuale, facendo parte di un programma specifico che prevede profondi carotaggi da cui estrarre colonne di neve, successivamente sciolte e passate al setaccio con filtri estremamente fini. Così, impigliati nella trama, sono tornati a galla queste pietruzze con un valore scientifico (e non solo) inestimabile, visto che serbano i segreti più misteriosi dell’origine del Sistema Solare. Sono come dei “registratori” in cui è impresso l’evolversi della nascita di “casa nostra” in un lontanissimo passato. Come sempre, un programma scientifico preciso, una grande pazienza e un po’ di fortuna, alla lunga premiano. La composizione chimica di questi due minuscoli frammenti potrà fornire una nuova chiave di lettura sulla formazione del nostro pianeta e probabilmente persino sulla nascita della vita sulla Terra. L’analisi del make-up porta a escludere che siano originari della nube di polvere interstellare. Si sarebbero invece formati proprio nel disco primordiale del nostro sistema solare. Infatti questi due granuli di polvere sono ricchi di carbonio e contengono moltissimo deuterio, un isotopo stabile dell’idrogeno. Un contenuto organico così alto, possiamo ritrovarlo nello profondo spazio dove le nebulose si aggregano per formare nuove stelle. I ricercatori inoltre hanno identificato cristallini dentro queste particelle che portano la “firma” chimica del Sistema Solare, cioè indicano chiaramente che si sono formate vicino al Sole e sono più recenti del previsto. Queste due scoperte, contraddicono l’idea consolidata che tutta la materia organica contenente deuterio in eccesso abbia origine interstellare. Vengono rimesse in discussione questioni apparentemente conosciute e aprono nuovi orizzonti su come e quando è arrivato il “primo” materiale organico sulla Terra che potrebbe aver innescato la vita.

3 Replies to “Micrometeoriti inestimabili”

  1. Buonasera [o Buongiorno] Aldo
    (dipende da quando leggerà il mio messaggio…)

    Le vorrei chiedere di rispondere ad un paio(circa) di mie domande a proposito di questo “articolo”…

    -1° domanda-
    Anche se io personalmente non ho mai pensato ad un metodo di ricerca del genere (mi riferisco alla fusione delle colonne di neve..) non mi sembra un metodo di ricerca adeguato…
    [mi spiego meglio] è un buon metodo di ricerca e a quanto pare da anche qualche risultato…ma i ricercatori non contribuiscono un po’ al
    problema dell’effetto serra??

    -2 domanda-
    Riguardo all’ultima parte del suo articolo(“Queste due scoperte, contraddicono…”)
    Contraddiranno pure argomenti apparentemente già accertati ma comunque danno un minimo di supporto al mio modo di pensare che le ho spiegato nel primo messaggio che le ho mandato…
    Sul fatto che l’uomo non può vedere o sentire tutto e se la Scienza è, diciamo, creata dall’uomo quest’ultima non è in grado in tutto e per tutto, di vedere o prevedere e “sentire” la Natura e a sua volta l’Astronomia è coinvolta nel ragionamento…

    La saluto e La ringrazio ancora

    samia

  2. Carissima Samia, mi piacerebbe molto poter rispondere a tutte le tue domande, ma purtroppo ho sempre le ore contate ed il tempo non mi basta mai. Quando potrò lo farò senz’altro. Intaanto t’invito a continuare a leggere, ma soprattutto a leggere tanti pareri e da siti “intelligenti”; solo così potrai farti una cultura e, più importante, una tua idea sul mondo e sulla vita. A presto, aldo

  3. La ringrazio e seguirò volrntieri i suoi consigli…
    Appena avrà voglia e tempo di scrivermi
    sarò molto contenta di leggere le sue risposte…^.^

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